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06. Boccaccio: "uomo quotidiano"

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Universidad de Buenos Aires. Facultad de Filosofía y Letras. Instituto de Historia Antigua y Medieval

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Fil: Gallego, Florencia. Università degli Studi di Bologna; Italia.
Fil: Gallego, Florencia; Università degli Studi di Firenze; Italia.
Quando Boccaccio parla della Fortuna, nelle sue lettere, si confessa esposto ai giochi di essa che nel suo discorrere, poteva arrivare a distruggerlo nei tenebrosi labirinti delle fluttuazioni proprie del vivere. Caratterizzazione oltre modo interessante se la mettiamo in rapporto con le sue origini familiari. Sappiamo che suo padre lavorava come mercante assiduo nel tragitto tra l'Italia e la Francia. Apparteneva a una famiglia ch' aveva lasciato da poco un lavoro contadino a Valdelsa per tentare la fortuna nel commercio, divenendo come lo definisce Marchi: “un contadino borghese”. Da li capiamo, più intimamente, questa concezione dei via vai quotidiani che potevano distruggere un uomo, soprattutto un mercante, il cui mondo nasce dall'incertezza, il rischio el avventura, frammischiati con radici di plebe analfabeta. Se Boccaccio avesse voluto ricostruire il suo albero genealogico -allo stesso modo di molti mercanti del secolo XIV avrebbe scoperto i suoi antenati tra i poveri legati alla terra.

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Anales de Historia Antigua y Medieval. Vol. 29

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https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/

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